La Pasqua e i ponti primaverili rappresentano un momento chiave per il settore moda, che ha la possibilità di rilanciarsi dopo un periodo piuttosto complicato. Dopo i saldi invernali, il periodo pasquale rappresenta infatti la prima grande festività dove poter incrementare le vendite.
Prima però di capire che traiettoria può prendere lo shopping in Italia nel settore del fashion retail in questa fase di passaggio tra l’inverno e la primavera, è opportuno capire qual è lo stato di “salute” della moda italiana, piuttosto claudicante negli ultimi anni.
L’aprile del 2025, che è coinciso con il periodo pasquale, è stato piuttosto negativo per il comparto moda, che ha fatto segnalare un calo del 4,1% dei consumi. In particolare il settore abbigliamento-accessori ha chiuso con un preoccupante -9,3%.
Le stesse flessioni si sono registrare nei canali di vendita: -6,0% per i centri commerciali, -4,2% per le high street (vie o strade principali di una città, note per l’alta concentrazione di negozi, boutique, servizi e ristoranti) e -3,8% per i negozi di prossimità.
Per quanto riguarda le aree geografiche, il Sud ha fatto registrare un calo dei consumi del 6,1%. In peggioramento anche il Nord-Ovest (-4,3%), il Nord-Est (-2,7%) e il Centro (-2,4%). Per quanto riguarda le regioni, l’unica risultata in parità nel 2025 è stata la Toscana a 0,0%, mentre la peggiore è stata la Puglia con un calo dell’8,7%. Per quanto riguarda le province, Pistoia ha chiuso in parità, a 0,0%, mentre il fanalino di coda è stata Catanzaro con -11,7%.
Un altro dato preoccupante è quello fornito da Federazione Moda Italia, secondo la quale nel 2024 il saldo dei negozi di moda “nati” e “morti” è stato negativo (-6.459 punti vendita). Tuttavia la moda, con 164.369 punti vendita, che occupano 299.793 addetti, resta un pilastro dell’economia e del Pil nazionale. Proprio per questo motivo secondo Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia, la ripresa della moda italiana dovrebbe passare per l’innovazione, la resilienza e soprattutto lo shopping tourism, un fenomeno secondo il quale l’acquisto dei beni è una delle motivazioni principali di un viaggio.
Ed è in questo contesto che il periodo di Pasqua si configura come un momento di ripresa per i negozi, che possono intercettare sia i viaggiatori italiani che quelli stranieri. Le città d’arte e le destinazioni turistiche, i centri urbani con un forte afflusso internazionale e i distretti legati allo shopping turism saranno le mete più gettonate nel periodo pasquale. In queste aree, il 72% dei negozi ha già registrato vendite stabili o in crescita nei primi mesi dell’anno, che generalmente non sono molto floride. Un altro aspetto interessante è che si acquistano meno beni “necessari”, preferendo invece prodotti legati a viaggio, esperienza e tempo libero.
Nel primo trimestre del 2026 le calzature hanno fatto segnare un notevole +84% nei pagamenti elettronici. Stando a questi dati, è probabile che questo trend continui anche nel periodo pre-pasquale, dal momento che le scarpe sono sinonimo di mobilità, spostamenti e turismo urbano. È utile sottolineare un altro dato ancora: nel report dell’Osservatorio Findomestic dell’aprile 2024, c’è stato un aumento del 19,3% delle attrezzature e di capi di abbigliamento sportivo. Un chiaro segnale di come in questo periodo pasquale, che coincide con l’esplosione della primavera, si risvegli l’interesse degli italiani per le attività sportive da praticare nel tempo libero.
Un’ulteriore spinta alle vendite nel periodo pasquale dovrebbe arrivare dalla riduzione della soglia per la tax free shopping, passata da 154,95 euro a 70,01 euro il 1° febbraio 2024, che ha già fatto sentire i suoi effetti benefici. Come confermato dai dati presentati dal Forum Internazionale del Turismo da Global Blue, finora l’abbassamento della soglia ha determinato un aumento del 46% delle transazioni e un aumento del 5% dei volumi di spesa, attirando un milione di nuovi shopper che hanno acquistato esclusivamente all’interno di una fascia di spesa compresa tra i 70 e i 155 euro.
Tanti nuovi turisti sono quindi più attratti dalla prospettiva di venire in Italia e acquistare articoli di qualità. In particolare le nuove transazioni coinvolgono: svizzeri (+84%), turchi (+73%), mediorientali (+71%) e sudamericani (+68%). Facile prevedere quindi un’impennata di nuovi turisti provenienti da queste aree geografiche nel periodo di Pasqua e in occasione dei ponti primaverili.
Il reparto della pelletteria e delle borse ha conseguito un aumento del 56% nelle transazioni: accessori moda, valigie e borse sono quindi tra gli articoli più apprezzati nel periodo pasquale.
Il settore moda per rialzarsi può trovare sicuramente un valido alleato nel turismo. Secondo i dati del Centro Studi di Conflavoro, nel periodo dei ponti pasquali l’anno scorso sono partiti ben 12,5 milioni di italiani, più 2,8 milioni di stranieri. La spesa media pro capite è passata da una media di 371 euro del 2024 ai circa 400 euro del 2025, un trend al rialzo che potrebbe essere confermato anche nel 2026.
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