Moda e social commerce: dati aggiornati sul peso di TikTok e Instagram

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I social network, ormai da tempo, non sono più semplici luoghi di aggregazione e di intrattenimento dove chattare con amici, ma veri e propri e-commerce dove fare shopping.

Il rapporto Digital 2026 Global Overview Report fotografa in maniera precisa come determinati social, in particolare TikTok e Instagram, stiano ricoprendo un ruolo cruciale nello sviluppo del fenomeno noto come social commerce. Secondo l’analisi, oltre 6 miliardi di persone in tutto il mondo utilizzano Internet e oltre 1 miliardo di persone utilizza l’IA ogni mese.

Per quanto riguarda il mercato italiano, emerge che nel Belpaese il social più frequentato è TikTok (1h 30m al giorno per utente attivo), seguito da YouTube (1h 10m), Instagram (1h 07m), WhatsApp (52 minuti) e Facebook (43 minuti). Un italiano su 2, il 52,7%, usa i canali social per informarsi su brand e prodotti, rappresentando a tutti gli effetti un potenziale acquirente.

Un altro 21,6% segue un brand sui social per tenersi informato e un ulteriore 18,7%, prima di procedere all’acquisto, visita la pagina aziendale. All’interno di questi stessi ecosistemi, sta trovando ampia diffusione l’utilizzo delle Intelligenze Artificiali: la più gettonata è ChatGPT, scelta dall’84% degli utenti.

Altri dati preziosi ce li fornisce il Social Media Trends Report 2024 di HubSpot, che già evidenziava come il 91% dei marketer fosse convinto della necessità vitale di stare al passo coi tempi, sfruttando nel migliore dei modi i social per adeguarsi ai cambiamenti sempre più veloci dei mercati.

Oggi, più di 7 esperti di social media marketing su 10 utilizzano regolarmente strumenti di IA. Un’identica proporzione (oltre il 70%) dei marketer che si affidano all’IA generativa per creare contenuti ha affermato di aver ottenuto risultati nettamente migliori rispetto ai metodi tradizionali. Quasi 9 professionisti su 10 confermano, infatti, che l’utilizzo di questi strumenti si è rivelato fondamentale per garantire il successo di una strategia di marketing.

Poco più della metà dei social media marketer utilizza i social per vendere prodotti direttamente all’interno delle app. Un’intuizione corretta, dato che un utente su 4 ha acquistato un prodotto direttamente in-app nell’ultimo trimestre. Di conseguenza, 7 SMM su dieci affermano di avere in squadra un dipendente responsabile esclusivamente della gestione del social commerce.

Lato utenti, il 25% dei consumatori si affida alle piattaforme social per scoprire nuovi marchi, preferendole ai motori di ricerca tradizionali. Inoltre, poco più di un quinto dei consumatori dichiara di essere più propenso a utilizzare proprio i social media per le proprie ricerche rispetto ai classici browser web.

A fronte di questa tendenza, la quasi totalità (circa il 90%) dei marketer afferma che la ricerca sui social è un pilastro imprescindibile per la propria strategia complessiva. Un approccio supportato dai numeri: circa un consumatore su 5 (confermando la statistica precedente) preferisce ormai i social media per trovare le risposte che cerca in modo immediato.

L’impatto economico è notevole. Nel 2025, il mercato globale del social commerce aveva un valore di 1,61 miliardi di dollari, ma si prevede che crescerà da 2,21 miliardi di dollari nel 2026 a 27,52 miliardi di dollari entro il 2034, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 37,04% durante il periodo di previsione.

Anche secondo i dati di Hostinger i social media stanno avendo un impatto dirompente nelle vendite online. Ben l’82% dei consumatori li usa per la ricerca dei prodotti: se il 52% dei Millennial si affida ancora a Facebook, la Generazione Z preferisce TikTok (55%) per le ricerche rapide e per intercettare i nuovi trend.

Oggi lo shopping online è un’abitudine profondamente radicata nella nostra quotidianità: basti pensare che, nel solo mese di gennaio, circa l’86% delle persone ha effettuato almeno un acquisto sul web. Prima di arrivare al carrello, però, l’ispirazione passa sempre di più dai social network: proprio quell’82% di consumatori appena citato, infatti, li utilizza attivamente per cercare informazioni e scoprire nuovi articoli.

Nel panorama della ricerca di prodotti online, YouTube si conferma leader indiscusso venendo scelto dal 52% dei consumatori, tallonato da Facebook al 45%. Mantengono una forte attrattiva anche Instagram (38%) e TikTok (34%). A seguire troviamo Pinterest (26%) e X (17%), mentre chiudono la classifica, con un ruolo più di nicchia, piattaforme come Reddit, Snapchat e LinkedIn.

Analizzando i vari ecosistemi, emerge che Facebook continua a dominare incontrastato il settore generale del social commerce, ma con un’importante eccezione rappresentata dalla Generazione Z. I più giovani, infatti, pur usando TikTok per lo svago e le ricerche immediate, si muovono diversamente per gli approfondimenti: per il 70% di loro è Youtube il vero punto di riferimento quando si tratta di scoprire e valutare nel dettaglio nuovi prodotti.

Infine, una volta arrivati al momento del checkout, le abitudini rimangono piuttosto tradizionali: per concludere l’acquisto, la maggioranza degli utenti (il 62%) preferisce ancora affidarsi alla sicurezza delle classiche carte di credito e di debito.

Alla luce di questi numeri, emerge in modo evidente l’importanza degli influencer, con alcune novità. Secondo Mysocial, nel mondo dell’influencer marketing i veri protagonisti non sono più i “vip”: ben l’82% dei consumatori si fida molto di più dei consigli di un micro-influencer rispetto a quelli di una celebrità.

Questo divario si riflette nettamente sulle performance. Scegliere i micro-influencer per le proprie campagne significa ottenere tassi di coinvolgimento (engagement) superiori del 60%, assicurandosi al contempo un Ritorno sull’Investimento (ROI) dalle 5 alle 10 volte più alto rispetto alle classiche collaborazioni con i grandi nomi.

Anche per questo motivo molti brand, che un tempo spendevano milioni in accordi con le celebrità, stanno iniziando a ricalibrando il tiro, rivolgendosi maggiormente ai nano e micro-influencer, capaci di trasmettere una sensazione di maggiore autenticità.

Infografica

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Pina Tamburrino
Presidentessa Osservatorio Mondo Retail - MagicStore

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